un buon inizio?

Da più voci, in queste prime settimane dell'anno nuovo, ho sentito da amici e conoscenti l'espressione ironica "è iniziato bene questo 2026!". Istintivamente viene da pensare, infatti, che se una cosa inizia male...non potrà che continuare peggio.

Sono un cocciuto ottimista anche se lo nascondo spesso sotto un carattere che si alterna tra il prendingiro buffone e l'intellettuale precisini.

Mi chiedo sinceramente che cosa possa dirmi nel silenzio il respiro cosmico che tutto guida, tutto accoglie e tutto conosce.

E che cosa invece percepisce la coscienza collettiva dell'umanità in un periodo storico così travagliato e al tempo stesso ricco di anime consapevoli?

____

Ho partecipato esattamente tre anni fa ad un pomeriggio di meditazione zen organizzato dall’associazione Vangelo e Zen. L'avevo conosciuta "per caso" a Milano mentre cercavo di rispondere alla domanda interiore se fosse possibile trovare un punto di incontro tra l'esperienza spirituale orientale e la tradizione cristiana.

Riuniti in una grande palestra fredda e disadorna che si nascondeva nel seminterrato di un collegio di una congregazione quasi estinta di cui non ricordo più il nome, eravamo circa una ventina. Padre Luciano Mazzocchi, il fondatore dell'associazione, dopo un breve, asciutto ma caloroso benvenuto introduttivo ci invitò a sederci ad una certa distanza l'uno dall'altro, ciascuno sul proprio sgabello, rivolti verso i muri perimetrali dello stanzone. A occhi chiusi, nella penombra e in silenzio per oltre 20 minuti respiravamo lentamente immersi nell'apparente assenza di pensieri. Dopo quest'interminabile silenzio Luciano ci invitò a rimanere ancora un momento in silenzio in ascolto delle grida e delle voci disperate di quanti sulla superficie del nostro pianeta soffrivano a causa di fame, odio, violenza e ingiustizia. Ci disse così: "ascoltiamo il grido dell'umanità intera!"

Superati i primi minuti di naturale scetticismo per la posizione inconsueta, il formicolio alle gambe addormentate e il disagio di sentirmi rivolto al buio verso un muro freddo in un seminterrato e non verso il centro di una stanza calda e illuminata dal sorriso altrui... a poco a poco mi arresi alla situazione e accolsi il silenzio entrare nelle profondità delle mie ossa.

Iniziai così a sentire distintamente - non so se con la mente, con le orecchie o con il cuore -  le grida flebili di esseri umani viventi e sofferenti, miei contemporanei, di cui però non riconoscevo il nome. Lamenti e pianti indistinti... poi lentamente riconobbi volti consumati dal dolore sempre più nitidi e infine immagini chiare, frammenti a colori di storie di individui reali: vite spezzate, famiglie divise, torture e soprusi.

Ma in mezzo a tutto questo scempio percepivo anche coesistere un soffio delicato che aleggiava in mezzo ad esso. Una leggera, fragile e quasi impercettibile speranza sotto forma di aura luminosa. Un senso innocente di pace e di serenità che orientava, nonostante tutto, verso una luce più grande.

______

La direzione dell'umanità è sempre stata un mistero anche per gli storici. D'altronde essa si occupa del passato e non (ancora) del futuro. La fantascienza invece si è sempre dilettata nell'indagare la possibilità di prevedere il futuro. Ad oggi la "psicostoria", la scienza che attraverso i numeri, gli algoritmi, i calcoli matematici prevede gli eventi futuri dell'umanità e in qualche modo li orienta verso una condizione migliore è purtroppo ancora solo il frutto dell'immaginazione geniale di Isaac Asimov.

______

Mentre scrivo migliaia di sacchi neri sono ammassati negli obitori stracolmi della capitale iraniana. Difficile non sentire tutta questo dolore che come una fitta nebbia si diffonde nell'aria.

Commenti

Post più popolari