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un buon inizio?

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Da più voci, in queste prime settimane dell'anno nuovo, ho sentito da amici e conoscenti l'espressione ironica "è iniziato bene questo 2026!". Istintivamente viene da pensare, infatti, che se una cosa inizia male...non potrà che continuare peggio. Sono un cocciuto ottimista anche se lo nascondo spesso sotto un carattere che si alterna tra le maschere del prendingiro buffone e dell'intellettuale precisini. Mi chiedo sinceramente che cosa possa dirmi nel silenzio il respiro cosmico che tutto guida, tutto accoglie e tutto conosce. E che cosa invece percepisce la coscienza collettiva dell'umanità in un periodo storico così travagliato e al tempo stesso ricco di anime consapevoli? ____ Ho partecipato esattamente tre anni fa ad un pomeriggio di meditazione zen  organizzato dall’associazione Vangelo e Zen. L'avevo conosciuta "per caso" a Milano mentre cercavo di rispondere alla domanda interiore se fosse possibile trovare un punto di incontro tra l'...

Silenzio

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In genere quando entriamo in un luogo considerato sacro, siamo invitati a rispettare il silenzio. É un suggerimento saggio perché il silenzio esteriore può aiutare a rientrare in noi stessi.  Rientrare in noi stessi, inizialmente, ci rende ancora più evidenti i numerosi pensieri che albergano indisturbati nella nostra mente. Se abbiamo costanza e pazienza col tempo impariamo a lasciarli scorrere senza lasciarsi trascinare da essi. E allora, a volte, capita che se ne vadano da soli. Come quando seduti in riva ad un fiume osserviamo un tronco galleggiare a pelo d’acqua: lo vediamo passare, allontanarsi e poi scomparire alla nostra vista. Siamo ancora seduti all'asciutto e il tronco non c'è più. Se invece desideriamo afferrarlo, entriamo incautamente in acqua, guadiamo fino ad afferrarlo con le mani, rischiando così di rimanere travolti dalla corrente. Per sostare lungo la riva e ascoltare la voce del fiume senza lasciarsi trascinare dalla sua corrente... é necessario avere un cuo...

Consapevolezza e connessione, connessione e consapevolezza.

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  Recentemente ci sono due parole che incontro quasi quotidianamente: connessione e consapevolezza. Persone che ascolto per la prima volta, video che seguo online tra i più svariati, documentari su Netflix, amici della domenica... ultimamente queste parole sono le due mie fedeli compagne di viaggio. Questa mattina mentre mi dedicavo alla consueta e goffa corsetta quotidiana, imbacuccato come uno Sherpa tibetano sui crepacci dell'Himalaya, ad un certo punto, costeggiando i nudi campi arati poco fuori dalla città dove vivo, mi si sono ripresentate, come le gemelle di Shining, mano nella mano: consapevolezza e connessione. In realtà, però, non è stato un incubo, anzi un incontro leggero e piacevole. Mi sono immaginato allora di correre non più sul ruvido e terroso asfalto di campagna ma su di una immensa rete, fittissima e invisibile, che mi metteva in contatto istantaneamente con tutti i punti del globo, con tutti gli esseri viventi ivi compresi gli essere umani.  Mentre continu...

Prana

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Il prāṇa, nella tradizione millenaria ayurvedica e nei testi vedici (Veda e Upaniṣad), è l’energia vitale che circola nell’intero universo. In sanscrito prāṇa significa letteralmente “respiro, soffio”: il respiro è il suo veicolo principale nell’essere umano. Già i testi vedici, composti circa tremila anni fa, celebrano il prāṇa come forza che sostiene tutto. Tratto da Atharva Veda XI.4.1, Inno al Prāṇa प्राणाय नमो यस्य सर्वम् इदं वशे । prāṇāya namo yasya sarvam idaṃ vaśe | prāṇāya = al Prāṇa / namo = omaggio / yasya = del quale / sarvam = tutto / idam = questo / vaśe = è sotto il potere यो भूतः सर्वस्येश्वरो यस्मिन् सर्वं प्रतिष्ठितम् ॥ yo bhūtaḥ sarvasyeśvaro yasmin sarvaṃ pratiṣṭhitam || yo = colui che / bhūtaḥ = è / sarvasya = di tutto / īśvaraḥ = signore / yasmin = in cui / sarvam = tutto / pratiṣṭhitam = è stabilito Una resa più scorrevole: “Rendo omaggio al Prāṇa, dal cui potere tutto ciò che vive è retto; egli è il principio che governa ogni essere e in lui ogni cosa trova ...

Pensieri sabbatici

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PENSIERI SABBATICI. Appunti leggeri, per un cammino profondo. INTRODUZIONE All’inizio del 2025 mi sono preso un semestre sabbatico. Dopo non pochi tentennamenti, ho lasciato un ruolo che non faceva per me, un lavoro sicuro ma che vivevo con troppo stress. Ho affrontato un rischio calcolato e mi sono preso un periodo di pausa e di riflessione.   Superato l’assestamento emotivo delle prime settimane, in cui ho potuto finalmente riconoscere e decantare lo stress che avevo accumulato dall’inizio della pandemia… ho sentito emergere lentamente in me l’esigenza di dedicarmi al silenzio, alla preghiera, allo sport, ad alcuni selezionatissimi amici e a una vita sana, fatta di poche cose in famiglia lontane da obblighi esterni, da pensieri inutili e dal cibo spazzatura.   È stato un periodo privilegiato di crescita personale: spero di farne tesoro per molto tempo. Desidero condividere le mie riflessioni e conquiste quotidiane nel testo che segue nella speranza che leggendolo qualcuno tr...